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pdf di presentazione di Marano di Valpolicella »scarica
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Casello autostradale più vicino Km 17 Verona Nord. Stazione Ferroviaria a 12 Km Domegliara Sant'Ambrogio (Linea Verona - Brennero) Superficie del Comune (Kmq.) 18,63 - Altitudine 350 m. Abitanti al 31.12.2008 n. 3103 di cui: 1537 uomini e 1566 donne Santo patrono Santi Pietro e Paolo 29 giugno |
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L'origine del nome di Marano, dall'antico Marianu, sembra derivare dall'intento di celebrare la memoria di Caio Mario. Un antica leggenda narra che alcuni resti sul vicino monte Castelon non sarebbero altro che le rovine di un castello fatto costruire da Mario in previsione di un'invasione dei Cimbri |
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Fra le vallate di Negrar e Fumane si incunea la più piccola valle di Marano, quella che forse meglio ha conservato il paesaggio tradizionale della Valpolicella. Le frazioni sono piccole costellazioni di case e corti, che ruotano intorno alle vecchie chiese (le parrocchiali di Valgatara, Marano e San Rocco; la chiesetta romanica di San Marco di Pozzo a Valgatara con preziosi affreschi, e poi San Giorgio di Purano, Sant'Eustachio di Prognol, Santa Maria Valverde, Santa Cristina anch'esse ricche di storia). Di tanto in tanto si staccano prestigiose ville rinascimentali, o eleganti case padronali di antica dignità, tanto che a Badin, come a Fasanara, a Pozzo, a Maregnago, a Gnirega o a Canzago si possono incontrare splendidi esempi della più tipica architettura rurale della Valpolicella. Salendo lungo la strada provinciale della Valgatara si vedono le ville venete di Porta Rizzini e Lorenzi ora Benati, forse ultimo tentativo riuscito di coniugare le esigenze di status sociale dei proprietari con quelle di centro propulsivo dell'economia agricola. Ma il patrimonio architettonico della Valle è ancora più prezioso per la presenza di un gran numero di corti rurali di pregio. Un elenco frettoloso non può fare a meno di citare Corte Castellani di Badin (praticamente una villa cinquecentesca con colombara, pozzo e rustici porticati), Corte Bonazzi, sempre a Badin, Corte Rugolin, Corte Castello, Corte Campagnola e le Corte Silvestri a Villa, anch'esse antiche residenze signorili. |
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Vino Recioto Amarone. Ha colore granato rosso molto intenso che sbiadisce con il tempo e profumo pieno marcato di particolare aromatizzazione che ridonda delle spezie e risente delle muffe nobili createsi nel corso dell'appassimento. Il sapore è fortemente fruttato, di spiccata fragranza, asciutto ma di molta morbidezza, con un corpo pieno, caldo, corroborante e vigoroso; ha personalità ricca e carattere molto ben affermato.L'impostazione del gusto è composita ma i vari sapori, pur distinguendosi, si ritrovano e si fondono mirabilmente in una gradevole armonia d'insieme
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Siti archeologici. Numerose sono nel paese, le testimonianze preistoriche, selci ceramiche, ossa, bronzi ed altri materiali oggi al museo di S. Anna d'Alfaedo, al Museo di scienze naturali di Verona, e alla Soprintendenza Archeologica per il Veneto. Tracce storiche del castello di Ferdinando della Scala, conte della Valpolicella sono visitabili in località Castelon di San Rocco. Attualmente di questo maniero si notano pochi ruderi e, nel luogo dove sorgeva, non c'è che un ripiano coltivato, limitato da un rialzo erboso, che nasconde la base dell'antica cinta muraria poligonale. Esistono nel sottosuolo delle gallerie, evidenziate da alcuni recenti sprofondamenti del terreno sovrastante. Questo castello è stato citato nel 1165 nella cessione fatta dal Barbarossa al Conte Bonifacio. Nel 1223, come riporta lo storico Carminati: "gravissimo tremuoto nei primi giorni dell'anno, rovinò di molte case e di morte gran numero di persone, essendo anche per lo stesso tremuoto caduto il Castello di Marano di Valpolicella"
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