L’oratorio di Prognol

L’oratorio di Sant’Eustachio a Prognol

L’oratorio di Sant’Eustachio viene segnalato nel 1440, quando Almerina, moglie di Bonamico da Marano, in punto di morte, dispone di costruire una casa e la cappella. Soltanto nella visita pastorale del 1777 apprendiamo che l’oratorio è dedicato a Sant’Eustachio e ai compagni martiri (ossia alla moglie e ai due figli maschi del santo) ed è di proprietà di Antonio Lorenzi e dei suoi fratelli, proprietari dell’omonima villa di Canzago. È, quindi, una chiesetta privata, perché appartenente ai membri di una famiglia locale, ma è anche aperta al pubblico, cioè i residenti nella contrada di Prognol possono presenziare alle funzioni liturgiche in essa celebrate. Nel 1823 Giovan Battista Lorenzi, figlio del fu Carlo Lorenzi avvocato, fa testamento e lascia ai cugini Buella la casa e l’oratorio e vincola il sacerdote locale a celebrare alcune messe in suo suffragio: Giovan Battista Buella risistema la cappella e la restituisce al culto. I membri della famiglia Buella mantengono la proprietà fino ai primi anni del 900 e ottengono, il permesso di ristrutturare la chiesetta, di abbellirla e di rifornirla del necessario per poter celebrare l’Eucaristia. Nella seconda metà del Novecento, nonostante gli sforzi per restituire al culto l’oratorio, la chiesa gradualmente ha perso la sua funzione di edificio sacro ed è utilizzata oggi come ripostiglio per gli attrezzi agricoli.